immagine di un quadro raffigurante un giardinoLa Villa Batthyànyi-Ottolenghi-Finzi, sul naviglio della Martesana: un parco pubblico da valorizzare.

Maria Antonietta Breda (Politecnico di Milano)
Alessandro Verdiani (Ass.ne “Speleologia Cavità Artificiali Milano” – S.C.A.M.)

Nel XIX secolo Milano era una città di dimensioni ridotte rispetto alla metropoli attuale e il quartiere di Gorla uno dei numerosi piccoli comuni della campagna circostante. La presenza del Naviglio della Martesana, dei fontanili e la vocazione agricola di quei territori furono alla base dello sviluppo della civiltà di villa che anche in quel luogo trovò diverse espressioni: Villa Batthyànyi, e Villa Angelica, solo per citarne due, erano le dimore dominicali attorno alle quali ruotava la gestione di quelle terre.In tale paesaggio non potevano mancare i “giardini all’inglese” secondo la moda del tempo.
Come spesso accade, i diversi passaggi di proprietà ed il venire meno della sua funzione originaria, fanno si che col tempo la proprietà venga in parte smembrata. I soli elementi che oggi consentono, ad un visitatore accorto, di riconoscere l’impianto ottocentesco sono: la grotta (oggi chiusa e non agibile) con una camera centrale che custodisce un tempio circolare, probabilmente un “tempietto della notte”; un altro piccolo tempio circolare, in superficie, collocato vicino al fronte laterale della villa; e lo stesso impianto architettonico della villa (anche se in parte trasformato).Questi elementi, sono oggi gli ultimi brandelli di memoria che consentono di comprendere la storia del luogo e dare “spessore” al vivere quotidiano di chi vi abita. Sono gli abitanti i primi a riconoscere valore a questo parco pubblico di proprietà del Comune di Milano dal 1941, in effetti l’associazione di cittadini “Gorla domani”, da tempo attiva per la valorizzazione del proprio quartiere, esprime già col nome che si è data uno dei suoi principali obiettivi: curare e usufruire del luogo di vita per trasmetterlo al futuro cogliendo dal suo passato le potenzialità. Il contributo presenta le indagini ad oggi eseguite sul giardino (prospezione sistematica di superficie e indagini sotterranee di una parte dei canali rinvenuti, rilievo della grotta e del “tempietto della notte”; acquisizione dei documenti d’archivio per la comprensione dei passaggi di proprietà e delle trasformazioni dell’impianto complessivo del parco; individuazione della posizione del canale proveniente da uno dei fontanili, del laghetto, e dei percorsi).
Verificate le numerose potenzialità dell’area appare sempre più urgente un adeguato progetto di valorizzazione e di fruizione che preveda sin dalle prime fasi il coinvolgimento degli abitanti.
Quale miglior occasione quella della costituenda rete dei giardini di proprietà pubblica in area milanese?