Nel segno del Falco
L'Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano (S.C.A.M.) ha lo scopo di concorrere al progresso delle conoscenze sulle cavità artificiali e naturali e sulle problematiche ad esse connesse, la tutela dell'ambiente sotto il profilo storico, naturalistico, umano e sociale, la diffusione dei valori etici e culturali della Speleologia.
L'Associazione S.C.A.M. ha carattere volontario e non ha fini di lucro.
Dal 1984 l'unità operativa si occupa della ricerca, dell'esplorazione e della catalogazione delle opere ipogee presenti sul territorio nazionale, svolgendo i lavori principalmente in opere di fortificazione, in sistemi idraulici per la captazione e la distribuzione delle acque, in sistemi per la raccolta e lo stoccaggio delle acque meteoriche, in miniere. In misura minore conduce l'attività in aree carsiche, praticando la speleologia classica.
Nel 1991 l'unità operativa (Gruppo S.C.A.M.) si costituisce associazione per esigenze contingenti. Il simbolo è una testa di falco stilizzata; marchio e logotipo sono registrati.
Tra il 1984 e il 1988 si conducono operazioni presso il Forte di Fuentes (LC), Lodi, Trezzo sull'Adda (MI), Manerba (BS), Finale Ligure (SA) e in Valsassina (LC).
Tra il 1988 e il 1993 si svolgono le ricerche presso il Castello di Porta Giovia a Milano, effettuando varie scoperte riguardo l'articolato sistema difensivo e l'impianto idraulico. Ricerche storiche e geologiche, esplorazioni anche speleosubacquee, rilevamento planimetrico delle strutture sotterranee, servizi fotografici e ricerche biospeleologiche consentono di recuperare un tassello della storia di Milano.
I risultati sono pubblicati nel libro La Fortezza celata. I sotterranei del Castello Sforzesco, dalla Casa Editrice Diakronia di Vigevano.
Dal 1988 si svolgono le operazioni di ricerca e di catalogazione delle opere ipogee presenti nel territorio di Tarquinia (VT), con particolare attenzione a quanto presente nella Civita di Tarquinia, che fu una delle più fiorenti città etrusche, rimasta in vita fino agli inizi del XIV secolo. L'indagine speleologica si è rivelata interessante per la ricostruzione del significato e della funzione del sistema di cunicoli e della rete di pozzi relativa all'abitato arcaico dal punto di vista dell'approvvigionamento idrico, delle opere di smaltimento, di drenaggio e di difesa, contribuendo a fornire dati utili per la definizione del quadro storico e archeologico.
I risultati delle ricerche presso la Civita sono pubblicati nel libro Civita di Tarquinia: indagini speleologiche. Catalogazione e studio delle cavità artificiali rinvenute presso il Pian di Civita e il Pian della Regina, (British Archaeological Reports, S1039), Notebooks on Medieval Topography.
Dal 2004 le operazioni sono condotte dalla Federazione Nazionale Cavità Artificiali.
Tra il 1995 e il 2003 si conducono le operazioni di ricerca e di studio delle opere ipogee presso la fortezza di Verrua (TO). Nel corso del tempo partecipano vari ricercatori locali, nonchè l'Associazione Team Sperimentale Esplorazione Sotterranei (Te.S.E.S.) di Vercelli.
Tra il 1997 e il 2003 vi sono gli studi presso due miniere situate in Val Meria (LC): Grotta Ferrera e Buco del Pallone. Collaborano con l'Associazione S.C.A.M. e speleologi del Gruppo Grotte Milano S.E.M.-C.A.I.
Dal 1997 al 1988 si rivolgono le attenzioni alle opere idrauliche della città di Bergamo, per studi di comparazione storica e architettonica. La città fornisce infatti una peculiare panoramica dall'età romana a tutto il XVIII secolo, con testimonianze di architettura veneziana. In particolare si rileva la grande cisterna di Piazza Mercato delle Scarpe, a Bergamo Alta, fornendo al Comune di Bergamo la planimetria su CAD, sovrapposta al rilievo di superficie eseguito dall'Ufficio Tecnico. Si presta la consulenza tecnica alla EFX Video Peint, che realizza un cortometraggio sui sotterranei di Bergamo.
Nel 2000 si collabora con Studio Ambiente di Reggio Emilia e il topografo Fabrizio Frignani. Si porta a compimento il rilevamento e lo studio delle cave sotterranee di gesso situate a Vezzano sul Crostolo (RE).
Sempre dal 2000 si conducono le indagini presso il complesso monastico di San Cosimato (Roma). Nella rupe di travertino, su cui il convento insiste, vi sono ipogei ad uso funerario e cultuale, oltre ad opere idrauliche di conserva e numerosi tratti di acquedotti, tra cui l'aqua Marcia e l'aqua Claudia.
Tra il 2000 e il 2002, presso l'abitato medievale di Campiglia Marittima (LI), si rilevano e si studiano alcune opere idrauliche inquadrabili tra il XIII e il XVI secolo.
Tra il 2001 e il 2003 si conducono le operazioni di ricerca e di studio presso le seguenti fortificazioni sabaude: Forte di Demonte in Valle Stura (CN), Forte San Vittorio a Tortona (AL), Cittadella di Alessandria. Tra il 2002 e il 2003 si svolge il lavoro presso il Castello di Pavarolo (TO), grazie al prezioso interessamento del Generale Zavattaro Ardizzi. Si intraprendono anche il censimento e lo studio di numerose opere idrauliche presenti nel territorio piemontese.
Dal 2003 l'Associazione S.C.A.M. collabora con l'Associazione Te.S.E.S. (Team Sperimentale Esplorazione Sotterranei) di Vercelli; vari sono i lavori condotti assieme in Piemonte.
Dal 2004 fa parte della Federazione Nazionale Cavità Artificiali (F.N.C.A.); i soci fondatori sono Luigi Bavagnoli (presidente dell'Associazione Te.S.E.S.) e Gianluca Padovan (presidente dell'Associazione S.C.A.M.).
In collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale dal 2004 il gruppo di lavoro organizzato dalla Federazione Nazionale Cavità Artificiali sta operando a Bolsena (VT), presso l'area archeologica di Poggio Moscini. In questo settore dell'antica Volsinii gli scavi archeologici, condotti in passato dall'Ècole Française, hanno messo in evidenza interessanti resti architettonici: foro, basilica, domus e terme, unitamente a varie cavità artificiali. L'obiettivo delle indagini è circoscritto alla ricerca, alla documentazione e alla comprensione delle opere sotterranee, con particolare attenzione agli impianti idraulici, ivi presenti. Alle operazioni speleologiche partecipano soci del Gruppo UTEC di Narni, Gruppo Grotte Perugia, Gruppo Grotte Milano, Gruppo Speleologico Fiorentino, Associazione Scuola Sub Lago di Bolsena e Ass. S.C.A.M.
Nel 2005 si pubblica il libro Archeologia del sottosuolo. Lettura e studio delle cavità artificiali, (British Archaeological Reports, S1416), Notebooks on Medieval Topography. Si tratta del manuale per lo studio delle opere ipogee; vi contribuiscono 19 autori.
Sempre nello stesso anno partecipa al "I Congresso sulle Cavità Artificiali. Archeologia del sottosuolo: metodologie a confronto", tenutosi a Bolsena dall'8 all'11 dicembre.
Nel 2005 si conclude il lavoro si rilevamento e di studio dell'acquedotto della prima metà del XVI sec., scavato dal minatore Colombano Romean, in Alta Val di Susa (TO). Il lavoro è presentato al "I Congresso sulle Cavità Artificiali. Archeologia del sottosuolo: metodologie a confronto" e l'anno successivo al Comune di Chiomonte.
Il Socio Andrea Thum sta svolgendo la ricerca e lo studio dei ricoveri antiaerei di Milano. Con un lavoro sull'argomento ha partecipato al "I Congresso sulle Cavità Artificiali. Archeologia del sottosuolo: metodologie a confronto". Collabora come consulente al "Progetto Bunker" (ideato dall'artista Laura Morelli e organizzato dal Laboratorio 80) inaugurato il 1° luglio 2006 a Dalmine (BG).
Nell'ambito della ricerca biospeleologica, il Socio Onorario Domenico Zanon (che fa parte anche del Gruppo Naturalistico Montelliano) è Direttore del Laboratorio Didattico di Biospeleologia "A. Saccardo" che si trova nella Presa n. 7 del Montello (Nervesa della Battaglia, Treviso).